viaggio nel quotidiano del mondo…

le parole

24 aprile 2012 comizio “Alleanza per Alberobello”

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Inti Illimani. Concerto del 10 luglio 2011 ad Alberobello


Tango tangis tetigi tactum tangere. Quando la musica delle gambe traccia disegni sul selciato della piazza…


il Segno e il Sogno – appunti dal carnevale estivo di Alberobello…


Paolo Ferrero, segretario nazionale del partito della Rifondazione Comunista a Locorotondo in sostegno alla lista “locorotondo Democratica”


Gli uomini dell’avvenire


Essi saranno la mitezza e la forza.
Strapperanno la maschera di ferro
del sapere, perché sul volto l’anima
si veda. Baceranno il pane, il latte:
carezzeranno il capo dei bambini
ed estrarranno con le stesse mani
ferro ed altri metalli dalle pietre.
Formeranno città dalle montagne
ed i loro polmoni quieti e immensi
assorbiranno tempeste, uragani;
si placherà ogni oceano. Saranno
sempre in attesa d’ospite imprevisto:
anche per lui prepareranno il desco
e gli apriranno il cuore.

Siate simili ad essi, perché i vostri
piccoli, che han di giglio i piedi, il mare
di sangue che dinanzi a loro giace,
possano da innocenti attraversare.

Jozsef Attila


ciao Utopia!

“Del mio sangue sono disposto a sporcare le coscienze dei miei possibili aguzzini,

sinchè il sangue non sarà il rosso della loro vergogna

sinchè il sangue non sarà il semaforo rosso alla loro violenza

sinchè il sangue non sarà il colore del tramonto

della malattia dell’ odio. (vik)”


Tumble out of the Flood -Bukj föl az árból



Terrify me, my hidden God,
I need your wrath, your scourge, your thunder;
quick, come tumble out of the flood,
lest nothingness sweep us asunder.

I am the one the horse knocks down,
up to my eyes in dirt, a cipher,
and yet I play with knives of pain
too monstrous for man’s heart to suffer.

How easily I flame! the sun
is not more prone to burn – be frightening,
scream at me: leave the fire alone!
Rap my hands with your bolt of lightning.

Hammer it into me with rage
or grace: it’s innocence that’s evil!
that innocence could be my cage
burns at me fiercer than a devil.

A fragment from a wreck I lie,
tossed by a cruel tempest frothing;
alone; I dare, and I defy:
all merely signifying nothing.

I’d choke my very breath, to die,
your rod and staff thus disobeying,
and look you boldly in the eye,
you empty, human-faced unbeing!

Joszef Attila (1937)

 


dint’a butteglia…

Dint’ a butteglia
n’atu rito ‘e vino
è rimasto…
Embe’
che fa
m’ ‘o guardo?
M’ ‘o tengo mente
e dico:
“Me l’astipo”
e dimane m’ ‘o bevo?”
Dimane nun esiste.
E ‘o juorno primma,
siccome se n’è gghiuto,
manco esiste.
Esiste sulamente
stu mumento
‘e chistu rito ‘e vino int’ ‘a butteglia.
E che ffaccio,
m’ ‘o perdo?
Che ne parlammo a ffà!
Si m’ ‘o perdesse
manc’ ‘a butteglia me perdunarria.
E allora bevo…
E chistu surz’ ‘e vino
vence ‘a partita cu l’eternita’!
 Eduardo De Filippo


..nel vento

immIo sono meno impaziente del vento, tuttavia devo andare.

Per noi, viandanti eternamente alla ricerca della via più solitaria,
non inizia il giorno dove un altro giorno finisce,
e nessuna aurora ci trova dove ci ha lasciato al tramonto.

Anche quando dorme la terra, noi procediamo nel viaggio.

Siamo i semi della tenace pianta, ed è nella nostra maturità
e pienezza di cuore che veniamo consegnati al vento e dispersi.

Khalil Gibran


le ceneri…

Piange ciò che muta, anche
per farsi migliore. La luce
del futuro non cessa un solo istante
 
di ferirci: è qui, che brucia
in ogni nostro atto quotidiano,
angoscia anche nella fiducia
 
che ci dà vita, nell’impeto gobettiano
verso questi operai, che muti innalzano,
nel rione dell’altro fronte umano,
 
il loro rosso straccio di speranza.

Pier Paolo Pasolini. le ceneri di Gramsci. 1956


sei

dentro, nel mondo del tuo mondo,

nel tempo del tuo pensiero,

dentro le storie dei tuoi sensi, della tua testa.

Sei

dentro l’altro di altro

nelle storie, nei luoghi, nei colori che vivi.

Sei

dentro scatole lontane

in mondi vicini

inavvicinabili.

Sei

 dentro una vita lontana

percorsi di solitudine ondivaga

pù vicina della mia pelle

e più lontana di pensieri costruiti.

sto

 sul ciglio a guardare

ad ascoltare un suono, una luce.

a volte la distanza logica

uccide


ascoltando la luce…

E’ l’inverno che arriva….. 
…E’ freddo e lento….. 
intensamente interno… 
fatto di freddi fuori 
e interni caldi… 
Fatti di immagini di schermi e pantofole… 
battaglie fuori 
e quiete nella testa… 
Riposo delle maledizioni… 
Trionfo della misura 
e della scrittura….. 
Cieli impassabili al volo 
ma percorribili all’occhio…. 
Luci e colori che 
altrove sapevano di odori…. 
di mosti… 
di secchi cespugli bagnati 
nel bosco…. 
e grigi di giorno…. 
Forme senza ombre…oggi inquietanti… 
ieri tranquille 
nei pomeriggi di scuola… 
…Arriva 
lo sento, dolce, 
avanzare tranquillo da Nord 
come ad un apputamento…. 
..Lo aspetto… 
…come sempre…. 
…Qui a Sud. 


città… terra… 
ancora mare… 
nel mare automobili e moto e uomini… 
nel mare le piante… 
il mare profuma di mare e di terra… 
nel mare vedo Turchia…. 
nel mare le pietre e i castelli… 
le chiese le case un finocchio spuntato sul muro… …nel mare… 
sul mare coltelli e schizzi di sangue come macchie nel cielo… 
mare… 
terra… 
città… 
…ancorAmare… 

7 ottobre 2001 ore 12 e 30 Isola di Lesbo – mare Egeo


cerco..

cerco
la strada che mi porti
ad unirmi
ai miei pensieri
alle mie voglie
ai ghirigori delle mie mani..
..della mia mente
 
cerco
lo sguardo forte
che mi stia innanzi
perchè si possa parlare con  occhi
 le mani
 il corpo…
 
cerco
la naturalità dell’istinto
nell’ordinario quotidiano,
la grandezza del segreto
a chiudere
tra complicità di corpi
viventi…
 
cerco
a sentire ancora vivere
cellule di corpo in simbiosi al sogno,
alle immagini della mente.
 
cerco
il senso del calore tra le dita
e una reazione viva
complice
profonda
 
cerco
il senso dell’esistere
che passa
nella banalità di ore trascorse e sciupate
mentre la mente viaggia,
frustrata, forse,
ma un pò più viva……

vivi…

Vivi intensamente ogni piccola cosa della tua vita,
perchè un giorno, queste piccole cose, sembreranno grandissime
 
                                               Jim Morrison

piano…

Le nuvole
 tra il vento forte
 spazzano il tempo
 e tutti i tuoi ricordi,
 
chiudi la porta al buio 
                della notte,
accendi l’alba
           del sogno
 
 senza la musica
l’uomo è solo un ombra,
gli attimi sono fuochi,
 
disegna il cielo
sull’onda del tuo corpo
e bagnati di luna
 
         c’è un solo canto
 
chiudi gli occhi…
            …..e si vola..

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