FRATOIANNI E IL PROVOLONE
Pare che ieri, all’inaugurazione della Fiera del Levante a Bari, si sia verificato un trambusto dovuto alla presenza di Fabio e Mingo in compagnia del loro ormai famoso provolone. I giornali riportano che ai “tre” sia stato severamente vietato l’ingresso in sala da parte delle forze dell’ordine, mentre si è mobilitata per questa questione anche qualche figura “istituzionale” regionale. Benchè si chiedesse ai primi du e quale fosse la destinazione del terzo (il provolone), pare che i buoni Fabio e Mingo abbiano semplicemente taciuto, definendolo un “segreto”.
Questo segreto è stato in seguito rivelato: il destinatario era il buon Nicola Fratoianni, “assessoreaunsaccodicoseeaunsaccodisoldi” della Regione Puglia.
Ho immediatamente pensato: finalmente qualcuno si è accorto che occorreva premiare la persona che, catapultata dai “massimi sistemi del Partito” (quando il Partito contava i numeri e il potere..) in quel di bari a dirigere una Federazione apparentemente inabile a gestirsi da sola, ha gestito “summa potens” la stessa, schiacciandone implacabilmente le realtà territoriali preferendovi i personalismi metropolitani, portato lo stesso al disastro dell’Arcobaleno, al disastro del congresso di Chianciano, alle porte della Finanza, alla combutta con il peggio democristianismo e postedemocristianismo pugliese degli ultimi trent’anni, all’abiura stessa dei servetti sciocchi che lo hanno incensato negli anni del potere segretariale barese, e, ultimo, ma solo per temporalità, all’accesso ad una funzione pubblica ottenuta “more politico” senza mai aver dimostrato di essere in grado di ottenere quello che una volta (quando la politica aveva ancora un senso..) si definiva il solo ed unico giudizio capace di assegnare a ciascuno un ruolo politico: semplicemente il voto,quello del consenso popolare espresso dentro un’urna.
E invece il provolone dovrebbe essere assegnato per una semplice disposizione voluta dall’assessore riguardo all’utilizzo di un non ben identificato telefonino regionale. Ben poca cosa rispetto ai guai combinati dal ragazzotto pisano a metà strada tra l’immagine artistica di una brutta/bella copia Scamarciana da idolatria di giovani in Fabbrica e quella solenne dell’unto bertinottiano prima e vendoliano poi che conta in politica: bello e potente..un vero simbolo popolare!
Cari Fabio e Mingo, penso dovreste scegliere un provolone diverso..mi permetto di consigliarvene uno punto, sapete, quello coi vermi….perchè, telefonino a parte, come i vermi il Nostro ha saputo lavorare dentro il prodotto ammuffendolo, annientandolo e sopravvivendovi..lasciando sulla strada un mucchio di macerie, di vite ed attività politiche spezzate ed illuse, proponendosi come alternativa a chi combatte quotidianamente dentro le realtà, pretendendo di rappresentarle senza mai aver rischiato una sola volta di misurarne il gradimento politico, limitandosi unicamente a pontificare o a presenziare qua e la (sopratutto la..sui giornali.. come fa una certa persona che non amiamo..) e, non ultimo, dirigendo politicamente assessorati dove, in oltre quattro mesi, pare abbia messo i piedi una sola volta….



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